Il Centro

“… La vera natura del tuo essere è la tua natura eterna. Non puoi possederla, come non puoi non possederla: non è qualcosa che viene e va, sei tu! Come potrebbe? E’ il tuo essere. E’ il fondamento stesso della tua esistenza: non può esistere a tratti, e a tratti non esistere; è sempre presente.
Pertanto, questo dovrebbe essere il criterio di discernimento di un ricercatore del Vero: si deve arrivare a cogliere quella dimensione dell’essere che permane, esiste sempre, è perenne … esisteva prima ancora che tu nascessi, ed esisterà perfino dopo che sarai morto. E’ il centro.
La circonferenza muta; il centro rimane assolutamente eterno: è oltre il tempo, nulla lo può intaccare, nulla lo può modificare, nulla di fatto lo tocca mai; resta sempre oltre qualsiasi possibilità di presa, per ciò che riguarda il mondo esterno.
Vai sulla riva del mare, e osservalo. Ci saranno milioni di onde, ma nelle profondità dei suoi abissi resta calmo e quieto, è in meditazione; l’agitazione è solo sulla superficie, il movimento è unicamente in superficie, là dove il mare incontra il mondo esterno, le onde. Altrimenti, in sé, rimane sempre identico a se stesso; non un’increspatura lo agita, nulla muta.
La stessa cosa accade dentro di te. Solo in superficie, là dove incontri gli altri, c’è scombussolio … solo in superficie, là dove i venti della vita ti toccano. E se rimarrai in superficie, non potrai cambiare il susseguirsi mutevole degli eventi.
Molte persone cercano di cambiare in superficie. Lottano contro il mutare degli eventi, cercano di impedire a qualsiasi scombussolio di affiorare. Ma proprio a causa di questa lotta, sorgono onde ancora più alte, perché quando il mare lotta contro il vento, l’agitazione è maggiore: in quel caso, non sarà solo il vento ad animare la superficie delle acque, anche il mare darà manforte, e il caos diventerà totale …
Il problema non è avere un carattere forte; non si tratta di non essere più arrabbiati o tristi o disturbati. Il problema è come cambiare la tua consapevolezza in modo tale che si sposti dalla periferia al centro.
Allora, all’improvviso, vedrai che tu sei sempre stato calmo. Allora potrai osservare la periferia con una certa prospettiva, da una certa distanza, e sarà una distanza così vasta e infinita che capirai che perfino quando eri perso negli eventi qualcosa dentro di te è sempre rimasto indisturbato, qualcosa è sempre rimasto oltre ogni possibile agitazione …
Pertanto, l’intero problema che un ricercatore si trova a dover affrontare è questo: come spostare la propria attenzione dalla periferia al centro; come fondersi e radicarsi con e in ciò che non muta mai, e non essere identificato solo con ciò che non è altro che il confine periferico del suo essere ….
Lungo quel confine di superficie gli altri hanno una forte influenza, perché lungo quel confine il cambiamento è naturale: la periferia continuerà a mutare …. è nella sua essenza ….”

“I Maestri raccontano – Osho”